Qualità nell’edilizia riflessioni – Enrico Montanari

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Ieri siamo stati a visitare due cantieri, il primo è un edificio ad alte prestazioni cui scopo era valutare se si potesse effettuare un UPGRADE alla classe energetica passiva…    …dobbiamo effettuare due calcoli, vedremo.

Il secondo è stato presso una futura CASA PASSIVA, nel quale è stato effettuato un test di tenuta all’aria (Blower Door Test). Il mio ruolo è stato quello di supervisionare alcuni aspetti tecnici legati al cantiere. La giornata si è svolta in compagnia dell’Ing. Marco Boscolo (www.marcoboscolo.it) che ha effettuato il test in cantiere.

Nella tarda mattinata ci ha raggiunto l’Arch. Enrico Montanari, Amministratore della Montanari Costruzioni srl (www.montanaricostruzioni.it), con il quale ci siamo confrontati su alcuni temi. Interessante la filosofia e degna di stima la serietà intellettuale di questo imprenditore.

Il confronto mi ha ricordato un intervento preparato in occasione di un convegno presso Aula Magna Istituto Berenini.

vi riporto in forma integrale l’intervento preparato dall’Arch. Enrico Montanari

“CASA SUL PARCO – CASA DEL FUTURO”

Aula Magna Istituto Berenini – 22 gennaio 2016
Intervento di Enrico Montanari
(Amministratore della Montanari Costruzioni srl)

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La mia piccola grande fortuna è stata quella di avere iniziato la mia vita lavorativa iniziando come dipendente nell’impresa di mio padre, senza sconti e senza favoritismi o privilegi, ma come uno degli altri della squadra.

Nonostante mio padre fosse un validissimo capomastro e impresario, conoscitore dell’arte edile imparata fin da ragazzo, io non sapevo quasi nulla di edilizia perché, mentre lui portava avanti la sua attività, ero stato preso dallo sport svolto a livello professionistico e dagli studi.

Quando però un serio incidente mi ha costretto ad interrompere bruscamente la carriera sportiva professionistica che sembrava essere anche molto promettente, mi trovai ad affrontare una nuova fase della vita che non conoscevo: lavorare nell’edilizia.

Decisi di partire dalla base, dai primi rudimenti del “mestiere” e lo dico nel senso più nobile del termine, volutamente non ho voluto iniziare da quelle attività amministrative “da ufficio” che mi avrebbero consentito certamente più tranquillità in quella fase particolare della mia esistenza.

Per questo le mie prime sfide e la mia palestra professionale ho voluto che cominciassero da quello che era il cuore pulsante dell’attività, il vero e concreto campo dell’operare, del costruire del lavorare insieme : il cantiere!

Dall’esperienza sul campo e mettendo a frutto quello che avevo imparato a scuola, in questa scuola in questi banchi dove oggi sedete voi, frequentando il corso per geometri all’Istituto Paciolo D’Annunzio, sono cresciuto in età ma anche in esperienza e competenze, sino a prendere, piano piano, le redini dell’impresa creata da mio padre.

Ho raccolto da lui un bagaglio di valori, per lui come per me, non negoziabili, come l’onestà, la credibilità, il senso vero dell’essere imprenditori, l’esperienza che egli si era costruito negli anni, il precetto di lavorare coscienziosamente, senza mai andare a danno della qualità e una forza molto preziosa che è l’essenza stessa del lavoro fatto a regola d’arte costituita da maestranze professionalizzate, capicantiere, muratori, carpentieri conoscitori dell’arte edile.

A tutto questo ho aggiunto la mia ferma e convinta determinazione nell’innovazione del prodotto, nella ricerca e nello sviluppo e nella costante realizzazione della qualità in ogni aspetto del costruire.

Oggi, ancora più di qualche anno fa, credo fermamente che il futuro delle costruzioni stia nel creare fabbricati ricchi di contenuti tecnologici, estetici, qualitativi che siano sicuri e confortevoli, dove chi lo acquista o comunque ci vive, possa veramente godere a piene mani del benessere abitativo.

Insomma qualità a 360°, senza scendere a compromessi.

Uno dei miei motti è “innovare nel solco della tradizione” perché per modernizzare le costruzioni bisogna soprattutto ed essenzialmente conoscere l’ABC dell’arte edile.

Su questi concetti e su queste basi, ma vorrei dire con maggiore compitezza, su questi VALORI, ho portato avanti l’impresa che era stata di mio padre sino ad attraversare con i miei collaboratori che fanno parte dell’impresa e ne costituiscono l’ossatura portante, questi anni difficili di crisi e di profondi cambiamenti economici, sociali, tecnici.

Quando il settore edile ha reso evidenti le proprie criticità, la mancanza di idee e di coraggio nel cambiare verso, la propria fragilità e poca lungimiranza, puntando quasi esclusivamente sulla quantità invece che sulla qualità ed avendo come unico o primario obiettivo solo il profitto, spesso peraltro considerato anche “facile”, proprio allora ho chiesto al pool aziendale e ai collaboratori di dare ulteriore slancio e produrre il massimo sforzo possibile per spingere ulteriormente sull’acceleratore della qualità assegnando però all’impresa un obiettivo altamente impegnativo e particolarmente sfidante : quello di mantenere la competitività per essere presenti sul mercato con un rapporto qualità/prezzo decisamente adeguato.

Trenta anni fa, quando ho iniziato, il modo di costruire gli edifici era ancora molto tradizionale e l’unica tecnologia era rappresentata dalle caldaie, dall’impianto elettrico e poco altro, il resto erano mattoni, calce, cemento, legno.

E così sino agli anni 2000 le novità sono state poche, ma con l’avvento dei problemi dell’inquinamento ambientale e del surriscaldamento del pianeta, si è iniziato a ripensare il modo di costruire gli edifici, perché non consumassero energia e non fossero inquinanti.

Le sfide della qualità, del risparmio energetico unite a quella di portare in città anche piccole, come Fidenza, le costruzioni contemporanee e di valore che solitamente si trovano nelle grandi città, sono state le motivazioni che mi hanno mosso e mi muovono ancora, verso gli investimenti nella ricerca ed innovazione dei nostri prodotti, ricerca ed innovazione che hanno necessariamente richiesto una partnership tecnologica con le aziende leader del settore a livello nazionale ed europeo, con le quali lo scambio di conoscenze e la concreta applicazione dei prodotti, costituisse il “concept” il “prototipo” quasi in stile automobilistico, del costruire al massimo della qualità oggi disponibile e realizzabile.

Per vincere queste sfide molteplici sono stati i fattori critici che sono stati studiati.

Con i miei tecnici abbiamo fatto analisi di contesto e valutato, in maniera manageriale, lo SWOT, cioè i punti di forza, le eventuali debolezze, le minacce ma anche le opportunità, che la situazione e lo scenario di riferimento in questi anni di crisi ci hanno messo davanti e con cui ci dovevamo inevitabilmente ma lucidamente
e consapevolmente confrontare.

Un primo punto fermo è stato quello di comprendere che si vuole sviluppare un fabbricato di qualità, bisogna partire da posizioni all’interno della città, che permettano di aggiungere valore all’edificio.

Progettare edifici di qualità sotto tutti gli aspetti:
– Con strutture antisismiche
– Con involucri isolati perché non disperdano energia
– Con impianti che non inquinino e non sprechino energia, in linea con le direttive europee del 2020 e del 2050 che porteranno alle emissioni di CO2 = a zero.
– Edifici che non si lasciano inquinare dagli agenti esterni, rispettano la salute dei residenti, perché sono sigillate, ma nello stesso tempo respirano, tramite sistemi filtrati di ricambio dell’aria
– Impiego di materiali certificati sotto il profilo delle materie prime per evitare il rilascio di inquinanti all’interno delle abitazioni
– Architettura tesa al bello, perché una casa per essere confortevole deve avere anche un valore estetico

In sintesi ricercare nuove forme ed espressioni architettoniche e applicare le nuove tecnologie e metodologie costruttive, che si coniughino al meglio nel tessuto urbanistico del contesto cittadino, che ne esaltino la storia e la natura e soprattutto restino come testimoni di “bellezza”, elemento inscindibile della qualità, l’altra faccia della stessa medaglia.

Il primo “prototipo o concept” di questa ricerca è stato Palazzo Ducati dove abbiamo iniziato a sviluppare il nostro brand, fatto di tradizione dell’arte edile poggiata su solide tradizioni ma sviluppata con la tecnologia moderna.

Siamo poi passati ad una nuova sfida: realizzare un fabbricato contemporaneo e ricco di innovazioni, nel contesto storico di Piazza Duomo, è nato così Palazzo Bellotti, con unità immobiliari in classe A+, A e B. Infine, in questo “work in progress” siamo approdati a Casa sul Parco, sintesi e apice della qualità dei nostri prodotti per ricerca architettonica, tecnologia, sicurezza, risparmio energetico.

Fattori che sono stati ampliati sino realizzare un condominio “Passivo”. Volendo paragonare questo fabbricato ad una automobile potremmo dire che è l’ammiraglia, il top di gamma, un full optional pensato, progettato e realizzato per offrire semplicemente il massimo in ogni settore.

Questi fabbricati che rappresentano per la mia azienda un punto chiave decisivo ed importante nel raggiungimento della qualità sotto il profilo delle costruzioni, hanno richiesto necessariamente ingenti investimenti sia finanziari che in risorse umane, ricerca, sviluppo e innovazione, e di un lavoro coordinato e sinergico fra tecnici, muratori, installatori, aziende fornitrici di tecnologie e prodotti.

Oggi grazie alle conoscenze acquisite, al know how ed alle skill (abilità) consolidate, siamo in grado di applicare quanto messo in pratica in questi veri e propri prototipi, ad altri edifici declinando la qualità in forme sempre più competitive, la nostra prossima sfida è “qualità alla portata di tutti”.

La mia esperienza di imprenditore mi porta ad affermare che per ottenere questi risultati di prodotto, tanti tecnici debbono essere coinvolti, ciascuno con le proprie
specifiche e particolari competenze, ma che lavorino in simbiosi ed in squadra, che siano fattori di un
prodotto e non addendi separati di una addizione.

La consapevolezza ed il perimetro tecnico dell’uno deve intersecarsi con quello dell’altro, come insieme e sottoinsieme, come forza di squadra affiatata e responsabile di ogni singolo step, facendo si che essi stessi abbiano il controllo della qualità della loro performance per consentire all’altro di fare sempre il meglio reciprocamente.

Non è facile lavorare così, ma non è impossibile e credo che queste costruzioni ne siano la dimostrazione, e di questo, permettetemi, ne vado davvero orgoglioso insieme a tutta la mia squadra.

Oggi più che mai nel costruire non è più possibile, non è più ammesso ed ammissibile improvvisare, è necessario che già a livello progettuale gli edifici siano sviluppati in ogni loro parte e componente.

E’ un fattore fondamentale avere un reparto tecnico che svolga questo importantissimo compito: la produzione di qualità parte dai tecnici.

I tecnici progettano, controllano la produzione, testano e sanno manutenere i prodotti.

E’ vero che oggi l’edilizia è in crisi, soprattutto per certi aspetti speculativi, ma i cambiamenti in atto nel modo di costruire gli edifici, possono trasformarsi in volano per far ripartire non solo l’economia, ma anche l’occupazione, questa è una di quelle opportunità che bisogna cogliere anche per il bene del nostro Paese.

Insieme alle imprese edili anche le aziende che forniscono i componenti e i sistemi tecnologici devono disporre una adeguata struttura tecnica che sappia affrontare e risolvere positivamente eventuali problematiche e criticità che si dovessero presentare.

La figura del tecnico è importantissima, centrale, perché il sistema produttivo di tutti i settori sia valido e di traino per il paese.

Per questo è importante incoraggiare voi, nuove generazioni di tecnici e di cittadini maturi, responsabili e consapevoli, voi ragazzi e studenti ad compiere gli studi tecnici, perché senza tecnici preparati, le nuove tecnologie non possono e non potranno essere utilizzate.

Ringrazio chi, a tutti i livelli, ha avuto la forza e la lungimiranza di riconoscere la necessità di istruire ragazze e ragazzi perché diventino domani tecnici preparati e che hanno lottato perché venisse mantenuto il corso per Geometri, così si chiamava quando lo frequentavo io, ma che ora è diventato Tecnico in costruzioni, ambiente e territorio, e hanno fatto in modo di portare il corso all’interno di un istituto tecnologico, dove sono di casa chimica, meccanica, informatica, elettronica, automazione, energia, scienze: cioè il sapere e la conoscenza.

Il Futuro o lo si subisce o lo si costruisce, ciascuno con le proprie forze, i propri talenti, il proprio impegno e anche con il proprio entusiasmo e passione.

Per questo sono convinto che costruire il futuro in tutti i suoi aspetti, comprese le costruzioni edili, sia questo: raccogliere le sfide che il mondo attuale ci prospetta e partendo dai punti di forza che già ci sono, operare in ogni direzione mirando con forza e feroce determinazione alla qualità delle cose e della nostra vita.

Grazie per l’attenzione.
Enrico Montanari
(Amministratore)

 

 

 

 

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